martedì 14 marzo 2017

AMARE UN UOMO SPOSATO


Vi assicuro che ci sono più donne innamorate di uomini sposati che di quelli ancora per così dire, liberi. Chiaramente nessuno ne parla con sincerità perché è un tabù, un grande segreto, uno “scheletro nell’armadio” da nascondere a tutti i costi e che solo pochi investigatori privati riescono a scovare.

Questa che vi racconto è la storia di una mia cliente che ho avuto modo di aiutare.
Lei, 35 anni, un anno fa ha incontrato un uomo che ha una compagna da circa10 anni e una figlia che ora ha 3 anni.

Era sul punto di lasciare suo marito, padre della propria figlia che ora ha 4 anni.
Le dinamiche sono sempre le stesse, lui scappava e poi tornava, poi era confuso, nel frattempo toccava a lei allontanarsi, per poi tornare alla ribalta, insomma un tira e molla continuo e deleterio.


Da qualche mese il rapporto con il proprio marito si è rotto e si è trasferita con la figlia in un bell’appartamentino vicino a quello del compagno, con cui ha creato un buon rapporto quasi di amicizia, dico quasi perché non è che si raccontino proprio tutti i loro problemi ma comunque si sostengono a vicenda, cercando di passare del tempo insieme con la bimba…ammirevoli.


Il famigerato “uomo sposato” vive invece in un’altra città ma viene spesso per lavoro a Roma e a volte si ferma per giorni, durante il quale dorme nell’abitazione della mia cliente che da adesso chiamerò Maria, (nome di fantasia). Il patto per gestire al meglio questa situazione è che arrivi quando la figlia dorme ed esca prima che si svegli, a meno che la figlia non sia a casa dal padre.
Circa un mese fa, quest’uomo gli chiese di fargli conoscere la bambina e quindi decise di invitarlo a cena come uno dei suoi innumerevoli amici e colleghi che frequentano la casa, una casa a suo dire, abituata a ricevere amici e parenti.

In questo anno Maria si è occupata principalmente di risolvere i suoi problemi personali ed economici, del resto Roma è una città cara che ti costringe a guadagnare tantissimo per poter fare una vita minimamente dignitosa, e lei, essendo freelance, doveva lavorare tanto, a volte anche la notte, ed occuparsi della propria figlia, della casa, del cane, ecc.
Nell’arco di tutto questo tempo, malgrado la separazioni e le difficoltà organizzative, Maria è stata perdutamente innamorata dell’affascinante “uomo sposato” di cui ormai è divenuta ufficialmente l’amante. 


Maria è una donna intelligente e suo malgrado sa bene che il proprio amante ami in qualche modo anche sua moglie, con cui ha costruito molto, lei sa cosa vuol dire mettere i figli prima di tutto quindi non riesce a non comprenderlo.
Ci sono stati momenti in cui questi gli ha confessato di avere il desiderio di mollare tutto per lei, momenti che sono arrivati dopo che lei ha sofferto tanto e sperato in un futuro insieme.


Ecco, proprio in quei momenti Maria invece di gioire, mostra tanta paura, perché pensa che forse non funzionerebbe, crede che quest’uomo sarebbe logorato dai rimorsi, dalla mancanza della sua bambina, dalle complicazioni dovute dalla distanza, pensa che quest’uomo non abbia la più pallida idea di cosa voglia dire davvero affrontare quello che ha affrontato lei, in tutta sincerità…teme chissà, che magari la loro storia finirebbe come sono sempre finite tutte le altre, pensa che perderebbe la sua libertà; insomma Maria non può che tacere quando lui le manifesta il desiderio di voler vivere con lei.


Che dire? Maria è davvero felice?
Mi piacerebbe che imparasse spontaneamente a non logorarsi dai sensi di colpa dovuti dalla separazione, che possa vivere un rapporto autentico e che trovi sempre il modo di perdonarsi e accettare la verità per quanto possa apparire obliqua li per li.
Posso prevedere il futuro? No, ma so come potrebbe finire questa storia...ovvero, come ne sono finite altre 100, perché, non me ne vogliate in queste storie non c’è mai un vero lieto fine. 
Quindi, mentre per Maria sarà sempre più complicato anche uscire con altri uomini, perché appagata sentimentalmente e sessualmente, il tempo correrà veloce e la passione e l’attrazione sessuale andrà a sfumare, gli anni passeranno e con il tempo anche il suo corpo inevitabilmente perderà di splendore. L’uomo sposato invece, nel frattempo non avrà perso nulla e avrà imparato a gestire sempre al megliola propria condotta fedifraga. Quando sarà stufo del vecchio giocattolo…ne troverà un altro, nuovo, più bello ed emozionante.

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Investigatore privato Roma

Si può divorziare senza il consenso del coniuge?




Credo sia chiaro a tutti che le separazioni e i divorzi non avvengono mai d’amore e d’accordo: quasi sempre accade che, per giungere alla conclusione della separazione e quindi fino al divorzio, i due affrontino un percorso diabolico fatto di ricatti, ritorsioni, rimproveri, contestazioni, rivendicazioni, rinfacciamenti reciproci. 
Nei casi più gravi, la ex coppia non riesce a trovare un accordo e, quindi, non potendo procedere alla separazione consensuale ovvero, quella, che avviene con la firma di un accordo davanti al giudice e ai rispettivi avvocati, dovranno per forza di cose intraprendere la be più complessa alla separazione giudiziale ossia con una vera e propria causa in Tribunale.
A questo punto sorgono alcune domande; Cosa succede se uno dei due coniugi fa ostruzionismo e non vuole firmare l’atto di separazione? E, se il marito o la moglie è partito all’estero e risulta irrintracciabile o disperso? Come si mette la situazione se uno dei due, innanzi al giudice, dichiara che la coppia non è affatto in crisi e che, anzi, tutto va alla perfezione?
La questione non è poi così disastrosa come possa sembra, in fatti nei casi sopraelencati è sempre possibile chiedere comunque la separazione giudiziale; In questo caso, chi intenderà avviare il procedimento di separazione dovrà:
  • recarsi da un avvocato;
  • firmargli il mandato processuale;
  • spiegargli le ragioni per cui intende procedere alla separazione e, se ve ne sono, indicare le colpe dell’altro coniuge per ottenere, a suo carico, il cosiddetto addebito (ossia la dichiarazione di responsabilità per la fine della convivenza. Ad esempio: tradimento, abbandono della casa coniugale, mancata osservanza del dovere di contribuzione o di assistenza materiale e morale, ecc.);
  • indicare i mezzi di prova di quanto sostenuto: documenti, certificati medici, testimonianze, ecc.
 (qui molto spesso è importante la collaborazione degli investigatori privati Roma, che attraverso la ricerca e la raccolta di prove, sosterranno il lavoro dei legali)
A questo punto l’avvocato avvierà il giudizio nei confronti del coniuge dissenziente, notificandogli l’atto processuale attraverso l’ufficiale giudiziario del tribunale. Se questi dovesse essere non reperibile, perché ad esempio domiciliato all’estero, la notifica avverrebbe secondo le regole previste dal codice di procedura civile e il procedimento giudiziale andrebbe comunque avanti.
Quindi possiamo dedurre che la separazione o il divorzio possono avviarsi e concludersi anche senza il consenso di uno dei due coniugi. Altresì, è chiaro che per poter concludere il procedimento di separazione non è necessario che entrambi i coniugi siano disposti a separarsi o divorziare; difatti difronte alla volontà di separazione dovuta alla mancanza dei requisiti morali e sostanziali del matrimonio, l tribunale è tenuto a dichiarare la separazione, anche contro la voglia dell’altro coniuge.
Insomma, la separazione o il divorzio avvengono quando la convivenza è divenuta intollerabile anche per il solo marito o per la sola moglie, a prescindere da quello che pensa o vuole l’altro. La sua opposizione è del tutto irrilevante e, anzi, avvalora la sussistenza di un profondo disaccordo tra i coniugi.
Tutta via, anche il semplice "non essere più innamorati" da la possibilità ad uno dei due coniugi di avviare la separazione, senza dover incappare nell’eventuale causa di addebito, essendo un diritto di tutti disinnamorarsi.

Separazione o comunione dei beni? pro e contro


In genere quando sento parlare di separazione mi viene inevitabilmente in mente quella relativa alla rottura di un legame matrimoniale e quindi alla separazione consensuale o giudiziale. Ma oggi voglio parlarvi di separazione o comunione che riguardano il regime fiscale dei beni della futura coppia.
Il fatto che io sia un investigatore privato mi ha portato più volte ad affrontare questo argomento in quanto molti clienti hanno in più occasioni, deciso di assumermi per effettuare investigazioni prematrimoniali al fine di intraprendere una decisione anche puramente economica, quindi vorrei darvi qualche consiglio o parere personale.

Premessa:
Gli Articoli 143 e 147 del Codice Civile, che regolano il matrimonio civile, sanciscono gli oneri economici di entrambi i coniugi nei confronti della famiglia e dei figli. La legge consente agli sposi di scegliere tra due regimi patrimoniali quello che meglio permetta loro di adempire ai suddetti doveri: la comunione dei beni o la separazione dei beni.
Tale scelta potrà essere effettuata sia in sede di rito civile che di rito del matrimonio cattolico: al termine della cerimonia il sacerdote o l'ufficiale di stato civile annoterà tale decisione sull'atto di matrimonio. Se gli sposi non espliciteranno alcuna scelta, dal 20 settembre 1975 per legge il regime patrimoniale legale della famiglia sarà in automatico la comunione dei beni.
La scelta del regime patrimoniale potrà essere modificata con atto pubblico di fronte ad un notaio in qualsiasi momento della vita matrimoniale.
Cosa è la comunione dei beni
Scegliere come regime patrimoniale la comunione dei beni vuol dire che tutti i beni acquistati dopo le nozze sono di proprietà di entrambi i coniugi.
In particolare, si intende che saranno di proprietà comune:
  • Tutte le proprietà comprate dopo il matrimonio, anche se acquistate separatamente dai due coniugi. Si intende quindi case, terreni, negozi, automobili, fatta eccezione di beni personali.
  • I rendimenti dei beni propri di ciascun coniuge, ad esempio quelli bancari.
  • Le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio.
  • Gli utili e gli incrementi dell'azienda di proprietà di uno dei due precedentemente alle nozze, ma gestita da entrambi dopo il matrimonio.

Il regime patrimoniale del matrimonio non ha nulla e sottolineo NULLA a che vedere con i sentimenti, la vastità del vostro amore o cose simili; al momento del fatidico SI, sarete chiamati ad effettuare una scelta che è meramente burocratica.
Sicuramente ne avrete discusso fino allo sfinimento con il vostro futuro coniuge leggendo ovunque ed informandosi con chiunque...le chiacchiere stanno a zero, con la separazione dei beni ciò che possedete prima e dopo il matrimonio resterà personale, mentre con la comunione dei beni tutto ciò che avrete dopo il matrimonio sarà parte del patrimonio di famiglia; comunque vada, in un futuro lontano le eredità saranno tutelate.
Personalmente credo che la cosa migliore sia sempre e comunque la separazione dei beni, si spera che vada sempre tutto bene naturalmente, ma se il diavolo ci mette lo zampino, si rischia davvero di finire tutti in miseria, faccio un esempio: una coppia di miei amici si è sposata a Roma, in comunione dei beni, convinta che se avessero optato per la separazione dei beni, avrebbero messo in discussione il loro amore; per farla breve hanno fatto qualche debito con le banche per via dell’acquisto di una casa, poi con la crisi, si sono ritrovati senza lavoro e nella situazione di non poter pagare più le rate del mutuo! Un casino perché anche se il mutuo è intestato a lui e la casa a lei, come anche la macchina, ora non dormono sonni tranquilli e da quel che ho capito si stanno informando sulla possibilità di cambiare il regime patrimoniale…
In separazione dei beni, tutti i vostri beni saranno comunque vostri se contestati, i debiti invece rimarrebbero solo in capo ad uno dei due coniugi così ché, il patrimonio dell’altro potrà sostenerlo ed aiutare la famiglia ad andare avanti in caso di difficoltà, inoltre i redditi con la comunione dei beni faranno cumulo e le tasse pagate saranno superiori…Quindi sempre meglio mettersi al sicuro, non credete?!

La separazione dei beni non è relativa solo se succede qualcosa in quanto coppia ma soprattutto per questioni fiscali ed immobiliari ...la separazione dei beni tutela i coniugi non per le questioni relative alla coppia ad un eventuale separazione, ma tutela la coppia nel caso di un finanziamento, per pagare meno tasse o per questioni meramente fiscali. Poi, indipendentemente da ciò, potrete avere la casa cointestata, il conto cointestato ...ma la separazione dei beni non c'entra nulla con la vostra personale gestione delle finanze e delle eventuali proprietà.
La questione è comunque molto più complessa, ma in linea di massima fate questo ragionamento (molto semplificato): In regime di separazione dei beni, se dopo il matrimonio vengono acquisite dei beni mobili od immobili che sono intestate solo ad uno dei coniugi, queste sono dell'intestatario. Ma è un concetto molto vago e generico, difatti in giurisprudenza si possono trovare tante interpretazioni che stravolgono questo concetto!

In tutto questo districarsi di norme e di ragionamenti su come difendere il futuro patrimonio di famiglia, c’è chi la pensa diversamente. Ho conosciuto moltissime persone favorevoli alla comunione dei beni perché semplicemente la parola "separazione" nel loro matrimonio non doveva proprio esistere; La scelta del regime patrimoniale non ha niente a che fare con l'amore è il matrimonio ma solo come la famiglia si dovrà interfacciare con lo stato, allora suggerirei ai giuristi di cambiare il nome a queste due opzioni al fine di non condizionare le scelte fiscali della futura famiglia.



Cosa può fare un investigatore privato?



Negli ultimi decenni si parla molto di investigatori privati e agenzie investigative: detective messi alle calcagna di lavoratori dipendenti apparentemente in malattia o in permesso legge 104, di mariti e mogli fedifraghi, di soci e dipendenti che potrebbero svelare a terzi i segreti industriali o girare i clienti ai concorrenti per attuare una concorrenza sleale; a questo punto la domanda è d’obbligo… è consentito dalla legge far pedinare una persona, utilizzare registratori e, in definitiva, ingaggiare un investigatore privato? Che valore hanno le loro risultanze all’interno di un processo?
Iniziamo subito col ribadire che è legale assumere un investigatore privato, a prescindere dallo scopo per il quale questo viene ingaggiato e dalla persona che sarà oggetto di accertamenti; ciò che potrebbe essere illecito è la modalità con cui l’investigatore svolge il proprio incarico professionale. Il garante della privacy ha emanato una sorta di codice disciplinare per gli investigatori, la cui attività non può mai andare in contrasto con le norme che tutelano la privacy.
La responsabilità penale è personale, quindi se l’investigatore viola tali norme, sarà lui a risponderne e non il cliente, a meno che questi non gli abbia espressamente commissionato una specifica attività illegale.
Dunque, è consigliato lasciare l’investigatore libero di svolgere le proprie indagini per come meglio intende procedere in relazione al caso specifico, consapevole egli, di ciò che è legale e ciò che non lo è, e comunque, diversamente, rispondendo solo lui dei reati commessi.
Per svolgere l’attività di investigatore privato il professionista deve essere munito della licenza rilasciata dal Prefetto. 


L’investigatore privato può occultare microspie o registratori in auto o a casa?
L’uso di microspie, microcamere e micro registratori è vietato dalla legge. Quindi non  lecito utilizzare, ad esempio, nel contesto di un procedimento di separazione, l’audio di una conversazione telefonica intrattenuta dal soggetto indagato, all’interno della propria autovettura, nella quale l’investigatore privato abbia occultato di nascosto un registratore.


Le registrazioni e le foto prodotte dell’investigatore privato, sono valide?
La legge stabilisce che le riproduzioni meccaniche (come le fotografie o le registrazioni audio) sono considerate prove solo se non contestate dalla parte contro la quale sono prodotte. Per far fronte a questo problema la giurisprudenza ha reso possibile completare la prova con la testimonianza orale dell’investigatore privato il quale potrà essere chiamato a confermare i fatti e le circostanze di cui si è reso testimone e che ha registrato o fotografato, rendendo in tale modo, “provati” i relativi eventi documentati in modo meccanico.
 
L’investigatore privato può pedinare una persona?
L’investigatore è libero di pedinare la persona da lui attenzionata, senza che ciò però possa diventare una molestia e, quindi, in modo persecutorio, continuativo e assillante o in condizioni da stalkerizzare la vittima. A riguardo la Cassazione (Cass. sent. n. 48264 del 20.11.2014) ha detto che il pedinamento diventa reato qualora la vittima, accorgendosi di essere seguita, subisca un disagio e venga spaventata, temendo per la propria sicurezza. Se, invece, la vittima è all’oscuro di essere pedinata, non si configura alcun illecito, in quanto non si attua una molestia.
L’investigazione privata non può spingersi all’interno dei luoghi di privata dimora come anche la sede dell’azienda o dell’abitazione privata (accedendo ad esempio nel giardino).

L’investigatore privato può registrare una conversazione?
L’investigatore privato (come qualsiasi cittadino) è libero di registrare una conversazione da lui intrattenuta con il soggetto “indagato”, anche a insaputa di quest’ultimo. Registrare una conversazione tra presenti è lecito. Non è legale invece non essere presenti fisicamente alla registrazione; chi registra deve essere presente al dialogo, anche se non proferisce parola.
Sulla base di ciò, l’investigatore privato può anche registrare una conversazione telefonica intrattenuta con il soggetto delle indagini. 

L’investigatore privato può fare fotografie?
Come può registrare e pedinare una o più persone, l’investigatore privato è libero di fotografarlo purché fuori dai luoghi di privata dimora o dove si svolge la sua attività lavorativa. La fotografia all’interno del cortile o del giardino di una abitazione, se non protetta da recinzioni, alberi o siepi e quindi in definitiva, non vi è alcun ostacolo all’occhio dei curiosi è considerata legale.

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martedì 7 marzo 2017

Il mercato delle investigazioni private


Potete pensare quello che volete nella vostra testa. Anche che quando eliminate una app dall'Iphone le altre tremano perché hanno paura di essere eliminate anche loro, ma l'importante è che sappiate spiegarlo bene.

E' più importante come dite le cose rispetto a quello che dite, Uno può dire la più grande cazzata del mondo, ma se lo dice con il tono giusto, con l'enfasi giusta, con le parole giuste risulterà sicuramente più interessante di chi mi spiega la fisica quantistica.

E' più importante IO POSSO dell' IO SO.

Ma quanto può durare la "recita"? Credo che il " io posso" debba necessariamente andare di pari passo con il "io so".

Detto ciò, ho personalmente conosciuto persone "che si vendono" bene ma poi....che grande fregatura!

Il prezzo troppo basso non crea domanda; solo il prodotto di qualità la può creare, anche se il prezzo è più alto!

Alcuni illustri colleghi pensano che la domanda si possa creare con un prezzo molto basso, invogliando persone che non hanno la possibilità di permettersi la parcella di un investigatore privato, a rivolgersi ad esempio presso agenzie investigative, solamente per via della tariffa stracciata.

Ecco, questo è uno tra gli errori più grandi che si possa fare. Non solo si sputtana la piazza, ma si banalizza il settore delle investigazioni e il servizio investigativo.

Detto ciò, mi piacerebbe un giorno non parlare più di prezzi al ribasso o di concorrenti privi delle autorizzazioni necessarie a svolgere l’attività di investigatore privato.
Credo che prima o poi la giustizia trionferà e per alcune persone verrà il tempo di tornare in galera…e bene si, ci sono in questo pazzo e non ben definito mercato, agenzie investigative gestite da pregiudicati arrestati ad esempio per banca rotta fraudolenta o per corruzione, persone in attesa di giudizio o denunciate per truffa… quindi fossi in voi, prima di scegliere l’investigatore privato di fiducia farei un’attenta ricerca sul web al fine di verificare il suo trascorso e avere un idea della sua autority.

Come sempre, pubblicato anche questo articolo riceverò delle scocciature e quindi vorrei farvi il punto della situazione:
  • Lavoro nel campo delle investigazioni Roma da più di 20 anni e non ho voglia di arrabbiarmi, quindi se mi rompete le palle, vi blocco;
  • Se intervenite solo per denigrare e cercare pubblicità, vi blocco;
  • Se intervenite sul mio post con il solo intento di rompere le palle, vi blocco;
  • Sono pronto al confronto e quando posso risponderò alle vostre critiche, ma se cercate solo di provocarmi non perdo tempo e vi blocco.

Siamo in una democrazia e ognuno è libero di dire ciò che vuole e io lo accetto se è una critica positiva, ma se è solo per rompere le palle il mio modello di democrazia è bloccarvi, cosi andate a rompere le palle a qualcun'altro.

venerdì 17 febbraio 2017

Droga, investigazioni sui giovani e il caso Lavagna


Una tra le tipologie di indagini più richieste all'interno della mia agenzia investigativa Roma è quella del controllo dei giovani, ancora minorenni…perché una volta raggiunta la maggiore età tutto diventa difficile, anche il nostro intervento.
Quella delle investigazioni private è un’attività investigativa caratterizzata da osservazioni dirette e dinamiche che hanno lo scopo di verificare e accertare la condotta dei figli.
In una vita frenetica, fatta di lavoro, carriera e troppi impegni, queste indagini aiutano senz’altro il genitore a conoscere meglio la vita dei propri figli, le persone che frequentano e i rischi che affrontano, si il super alcolico, allo spinello e via dicendo.
Alcuni genitori per loro distrazione o sfortuna, si accorgono di un problema quando questo è già in essere e quindi chiedono alla nostra agenzia investigativa di indagare proprio su quella determinata situazione o sospetto.
Investigare sulle problematiche giovanili significa ficcare il naso in faccende di droga, abusi, prostituzione, bullismo e disagio psicologico; un lavoro investigativo molto pericoloso e complesso che va eseguito nella massima discrezionalità.
Quando si parla di problemi, i genitori tendono spesso a dare la colpa ai figli degli altri, “i loro ragazzini sono quasi sempre intoccabili” e anche difronte a delle evidenze prodotte da una attività investigativa, spesso difendono comunque l’operato dei propri figli. Errore!
Vera responsabile dei problemi legati ai più giovani è questa società troppo consumistica, dove le famiglie non sono più unite come una volta ed è difficile per un figlio avere il riferimento di un papà e di una mamma che vivono, pranzano o per lo meno cenano, uniti sotto lo stesso tetto.
In questo contesto, il genitore che ha il coraggio di affrontare il disaggio dei propri figli, si trova solo, disorientato, e il più delle volte chiede a me, che attraverso una attività investigativa ho evidenziato un problema legato magari al consumo di alcol, al fumo di spinelli, o peggio ancora al consumo di droghe sintetiche, un aiuto concreto che però non posso assolutamente fornire, in quanto non competente in materia assistenziale e non preposto anche a questo ruolo; ricordate “l’investigatore privato non risolve il problema” ma lo porta alla luce delineando i dettagli che molto spesso determinano la gravità del caso specifico.

Quali sono le Indagini tipo?
  • Indagini tendenti a stabilire eventuali frequentazioni di pregiudicati, tossicodipendenti, adulti infidi, ecc...
  • Accertamenti su eventuali assunzioni di sostanze stupefacenti o alcool;
  • Indagini per verificare l'eventuale frequentazione di gruppi devianti quali baby gang, sette pseudo-religiose, ecc...;
  • Accertamenti sulla condotta scolastica;
  • Investigazioni su gioco d'azzardo, video poker slot machine;
  • Indagini su abusi di tipo sessuale, prostituzione e maltrattamenti in genere.

Il dramma di Lavagna

Il pericolo è sempre esistito, la sfortunata mamma di questo ragazzo, a cui vanno le mie più sentite condoglianze, si sarà dimenticata anche negli anni 60 esisteva già il problema dell’alcool, delle droghe e della micro criminalità, a differenza di oggi, se ne parlava di meno, non cerano i social e per i casi più eclatanti si tendeva a rendere il fatto segreto.
I giovani morivano di più di oggi e per le strade delle periferie cittadine era facilissimo trovare siringhe abbandonate ancora con all’interno tracce di sangue, molti di noi sono cresciuti con il terrore di pugersi accidentalmente con gli aghi delle così dette "spade".

La verità di questa tragedia si nasconde a mio avviso nelle parole di un generale delle fiamme gialle che ha accolto l’appello della povera madre e che oggi racconta alla stampa di una donna disperata che, dopo aver ripetutamente tentato di convincere il figlio a smetterla fumare spinelli, non sapeva più cosa fare e quindi si è rivolta ai militari, che hanno fatto solamente il loro dovere e che nel compiere il loro lavoro hanno agito attenendosi a quanto previsto in questi casi; hanno agito da militari e non da assistenti sociali;  mi domando dunque dov’è l’aiuto sociale dello stato?

Per carità! non voglio giudicare l’operato di questa madre, pero mi sento in dovere di consigliare a tutti i genitori di avvalersi di una adeguata informazione circa le sostanze stupefacenti ed il loro consumo; nel 2017 ci sono genitori che ancora non sanno cosa sia l'hashish, non ne conoscono gli effetti ne, tantomeno le dosi, genitori che molto spesso la paragonano all’eroina o alla cocaina.
Per quanto mi riguarda c’è droga e droga, c’è consumo e consumo…valutate ed approfondite l’argomento con persone competenti, in grado di darvi un aiuto concreto.

lunedì 13 febbraio 2017

E se il disastro nucleare più grave della storia non fosse stato un incidente?


Avevo circa 11 anni quando nella notte del 26 aprile 1986, il reattore n. 4 della centrale nucleare V.I. Lenin di Chernobyl, in Ucraina, esplose, contaminando gravemente non solo le aree circostanti, ma anche diversi paesi dell’America e dell’Europa, tra i quali l’Italia.
Ricordo come se fosse ieri la cronaca di quei giorni drammatici, allora non cera internet e le famiglie potevano ricevere istruzioni sul come comportarsi per affrontare il disastro, solamente dai telegiornali.
Le immagini che ricevevamo dall’Ucraina erano drammatiche, nei giorni successivi al disastro più di 350.000 persone vennero evacuate dalla città e la nube radioattiva iniziò a mietere centinaia e centinai di vittime.
Anche se all’epoca ancora non esisteva Porta a Porta e i plastici del giornalista Bruno Vespa, fu chiaro a tutti che la vicenda avrebbe avuto risvolti negativi sul nostro stile di vita e sul quotidiano, per un periodo piuttosto lungo e imprecisato.
Per diversi mesi in casa nostra non mangiammo più verdure fresche ne tanto meno carne, non bevemmo più il latte e su suggerimento di una amica, mia madre costrinse tutta la famiglia a lavarsi assiduamente convinta che la doccia potesse in qualche modo eliminare eventuali scorie radioattive.
Il disastro di Chernobyl è il più grave incidente nucleare della storia, non è secondo nemmeno a quello di Fukushima ed Hiroshima. A tal proposito fa riflettere la tesi pubblicata in un report di Greenpeace che afferma come negli ultimi 30 anni, moltissimi casi di malattie tumorali sarebbero in qualche modo riconducibili  al disastro nucleare di Chernobyl; si parla di circa sei milioni di persone morte per cause e con cause postume  all’incidente nucleare.
Dall’esperienza di questa terribile vicenda il dibattito mediatico e politico si è sempre concentrato soprattutto sulla legittimità o meno dell'uso dell'energia nucleare, ma nessuno sembra aver davvero mai indagato concretamente sulle motivazioni che portarono alla rottura del reattore n. 4; la maggior parte dei documenti furono distrutti dai russi e l’accaduto fu catalogato come un incidente.
Dopo aver visionato alcuni documentari che hanno per oggetto lo studio del disastro di Chernobyl, mi sono convinto che in quei anni, in  Unione Sovietica, sanguinaria come sempre e sull'orlo del declino, niente accadesse per caso.
Quello di Chernobyl, infatti, fu l'unico grande incidente nucleare attribuito ufficialmente ad un errore umano. Ma se invece non fosse così? Se dietro tutto ci fosse lo zampino di qualcuno?
Dietro tutta questa triste vicenda parrebbe ci siano stati interessi militari e politici che avrebbero avuto a che fare con il DUGA.
Il Duca è un'antenna gigantesca posizionata nelle immediate vicinanze della centrale nucleare di Chernobyl la cui funzione doveva essere quella di intercettare in piena Guerra Fredda, il lancio di eventuali missili atomici da parte degli americani. Per realizzarlo furono investiti circa 7 miliardi di rubli, più del doppio della cifra che era stata utilizzata per costruire la vicina centrale nucleare.
Il DUGA, rimase in funzione dal 1976 al 1989, ed era noto a molti per il suono fastidioso che trasmetteva, soprannominato negli USA, il picchio russo.
Alcuni studiosi ipotizzarono che si trattasse di un tentativo subliminale di controllare le menti degli avversari, altri di un modo per spiare le comunicazioni nemiche.
In realtà l’unica funzione era quella di una antenna anti missili che però, stando alle testimonianze degli addetti ai lavori, non aveva mai funzionato.
Un fallimento, un enorme investimento di soldi pubblici, dettati dalla paranoia di un eventuale attacco che si rivelò del tutto inutile. Ed è qui che il cerchio del complotto si chiude.
Attraverso ricostruzioni giornalistiche, dettate da interviste e testimonianze politiche e militari si è ipotizzata una agghiacciante relata, ovvero, che il vero mandante del più grande disastro nucleare della storia sarebbe stato l'allora ministro delle comunicazioni in carica, ideatore del progetto DUGA che, nel tentativo estremo di salvarsi da una condanna capitale, (all’epoca prevista per chiunque avesse sperperato denaro pubblico), al fine di distogliere l'attenzione del Partito Comunista dall’effettuare accurate verifiche circa il reale funzionamento del DUGA, avrebbe indotto attraverso il suo influente potere il sabotaggio e quindi l'esplosione del reattore; il tutto parrebbe sia avvenuto attraverso una telefonata di cui sono andate distrutte ogni traccia. L'ipotesi, per quanto assurda possa sembrare, è stata confermata da alcune delle testimonianze raccolte. 

Sono titolare di una agenzia investigativa Roma e in qualita di investigatore privato sono in genere scettico nei confronti della maggior parte delle teorie del complotto, ma dato che  i file e gli archivi riguardanti Chernobyl sono ancora protetti dal segreto di stato (tutto il mondo è paese) non potremo mai sapere la verità assoluta che spetterebbe per diritto, su quanto è accaduto.